Artigiani, bici e città all'Expobici di Padova

Da domani apre a Padova Expobici, appuntamento fieristico sul mondo della bicicletta più importante di tutto il Bel Paese. Questo evento è giunto alla sua settima edizione e ha visto anno dopo anno un crecente interesse, indice di un effetivo cambiameno di usi e abitudini di tutti i nostri connazionali.

L'esposizione offe una risposta a tutti i curiosi e ai ciclisti di ogni tipo.

Un settore sarà dedicato anche a una mostra fotografica che parla della genesi delle biciclette, facendo scoprire la poesia racchiusa nell'atto di forgiare un velocipede e descrivendo le eccellenze artigiane di cui il nostro paese può andare fiero.

La mostra approda a Padova dopo essere stata ospitataa Magreglio (como) in occasione dell'arrivo del Giro d'Italia femminile e a Napoli durante il Bike Festival.

Il titolo è "Artigiani, bici e città", gli scatti sono opera del fotografo-ciclista Guido Rubino e l'esposizione è curata da Cycle Magazine.

Già solo il testo introduttivo che accoglie i visitatori è un invito a proseguire ed addentrarsi nella narrazione di quest'arte creativa.

Vi lasciamo, quindi, con questo testo scritto da Gino Cervi:

«Mani. Mani e acciaio. Mani, acciaio e fiamma. Ma soprattutto mani. Sono le mani a dare un’anima alle biciclette. La costruzione di una bicicletta è un racconto mitologico. Non ci credete? Date uno occhio a queste foto. Non è la fucina di Efesto, non è la caverna platonica. Sono botteghe, officine, sono banconi di lavoro, morsetto e cannello: qui nascono le biciclette italiane. Quelle che hanno un’anima, appunto. Un’anima che, attraverso le mani, passa dalla mente e dal cuore di chi le plasma alla materia e alle forme: tubi, cerchioni, Mozzi, forcelle, raggi.

Un lavoro artigiano che conserva e tramanda la sua essenza umana, anzi umanistica. Le biciclette hanno un’anima perché vivono le storie di chi le costruisce, le incorporano nelle loro sostanze di metallo, gomma, plastica, cuoio. E restituiscono sorrisi: prima a chi le ha costruite, poi a chi le farà pedalare. Su una strada ombrosa, lungo un tornante impervio, sopra il pavé di un centro storico. O sui listelli di legno di abete di una pista magica.

Mani, anima, passione. E la bici fu.»

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