Ciclofficina: dove le idee si intrecciano con brugole e catene!

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La parola d'ordine è condivisione: perchè una ciclofficina si autoalimenta grazie ai propri soci e alla loro voglia di partecipare attivamente contribuendo a diffondere la passione della bicicletta e , perchè no, anche qualche prezioso trucchetto a neofiti e curiosi.

Non è un classico luogo tecnico dove meccanici silenziosi stanno chini sui loro banchetti, ma è uno spazio dove tra un tirata di bullone e l'atra si discute di quanto le bicilette stiano prendendo campo sulla scena Italiana e quanto ci sia ancora da fare per raggiungere i nostri cugini nord europei.

Qualsiasi persona è bene accetta nelle ciclofficine; dal cervellone ciclista a chi non ha nemmeno una bicicletta: perchè in questi luoghi la bicicletta te la puoi costruire con le tue mani!

L'antesignano italiano di tutte le ciclofficine nasce a Roma, dove, alcuni appassionati, stanchi di smanettare nei propri garage, decidono di trovare uno spazio comune: questo accade nel 2000 nel centro sociale Bulk.

Poco dopo, sempre nella Caput Mundi, l'esperimento viene replicato nel quartiere Magliana al Macchia Rossa. Successivamente altre ciclofficine sono spuntate qua e là a Roma, una delle città forse più difficili da percorrere in bicicletta.

Contemporaneamente al "contagio" nella capitale sono sbocciate altre realtà simili in giro per l'Italia.

Un bell'esempio era presente fino all'inizio del 2014 anche a Verona: nel quartiere Veronetta c'era la Scatenata che, purtroppo, per difficoltà economiche ha dovuto chiudere qualche mese fa. Nonostante ciò alcuni dei ragazzi di questa ciclofficina non si sono arresi e, approfittando degli spazi della nuova sede FIAB, hanno riavviato degli appuntamenti settimanali!

Se siete interessati a scovare la ciclofficina della vostra città potete consultare il sito delle ciclofficine popolari.

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